USA LA TERAPIA ORALE PER IL PAZIENTE AGITATO IN EMERGENCZA. Contributo EMedHome

Le Linee guida degli esperti raccomandano di trattare l’agitazione acuta con antipsicotici di seconda generazione per via orale piuttosto che farmaci per via intramuscolare.
 
I farmaci orali sono da qualcuno ritenuti inappropriati in Pronto Soccorso perché richiedono la collaborazione da parte del paziente e possono avere un esordio d’azione più lento. A fronte di questa idea, gli antipsicotici di seconda generazione sono egualmente efficaci nel ridurre l’agitazione psicotica in emergenza sia dati per bocca che per via intramuscolare.
L’uso orale, però, pone meno rischi sia al paziente che allo staff di Pronto Soccorso ed è meno coercitivo. Inoltre, gli antipsicotici orali atipici hanno un profilo di effetti collaterale più favorevole in confronto alle terapie convenzionali intramuscolari.
 
Ad esempio, molti esperti considerano l’impiego di antipsicotici di seconda generazione molto sicuro per la loro minore propensione a prolungare il QTc e il minor rischio di effetti collaterali motori.
 
Alla luce di questo, sono interessanti i punti elencati in una recente review
  • In pazienti che sono collaboranti abbastanza per assumere farmaci per via orale, l’efficacia della terapia con risperidone 2 mg per os è analoga a quella con 5 mg di aloperidolo
  • Il trattamento con 10 mg per bocca di olanzapina è più efficace nel sedare i pazienti rispetto a la somministrazione intramuscolare di 7,5 mg di aloperidolo. Non è mai stato confrontata l’olanzapina orale direttamente con aloperidolo + lorazepam IM
  • Nei pazienti sufficientemente collaboranti per assumere farmaci orali, il trattamento con un antipsicotico di seconda generazione è efficace tanto quanto un antipsicotico IM nel ridurre rapidamente l’agitazione in un periodi di tempo critico nel quale il paziente si presenta in Pronto Soccorso. 
 

References:


(1) Wilson MP, et al. J Emerg Med 2014 Jun;46(6):808-13.
(2) Gault TI, et al. J Emerg Med 2012 Nov;43(5):854-9.
(3) Hsu WY, et al. J Clin Psychopharmacol 2010;30:230-234.
(4) Lim HK, et al. Neurospychobiology 2010;62:P81-P86.
 

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