TRAUMA & EMORRAGIA

Data: 
Ven, 04/03/2016 - 18:26
Domanda: 
COSA SI INTENDE PER RIANIMAZIONE IPOVOLEMICA O PERMISSIVA NEL PAZIENTE POLITRAUAMTIZZATO?
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Soluzione: 

L'ipovolemia permissiva o rianimazione ipovolemica (ma anche ipotensione permissiva) nel paziente politraumatizzato con sospetto shock emorragico indicano un atteggiamento terapeutico rivolto a ridurre al minimo la somministrazione di fluidi fino a quando il controllo dell'emorragia non sia stato raggiunto (con trattamento chirurgico o angiografico).
Si ritiene infatti che una  vigorosa rianimazione con  fluidi possa ulteriormente promuovere il sanguinamento  aumentando la pressione sanguigna, contribuendo alla disgregazione dei neoformati coaguli e diluendo i fattori della coagulazione. Inoltre, una fluidoterapia massiva contribuisce al raffreddamento del paziente ed  è ormai riconosciuto che  l'infusione aggressiva di cristalloidi nei pazienti in shock emorragico ha un'azione negativa sulla perfusione d'organo.
La rianimazione ipovolemica prevede  somministrazione di fluidi, sangue, plasma e piastrine con l'obiettivo di aumentare la pressione arteriosa senza raggiungere uno stato di normotensione.
Il target consigliato è  70-80 mm Hg nei pazienti con trauma penetrante e 90 mm Hg in quelli con trauma chiuso

Il periodo di ipovolemia (ipotensione) dovrebbe essere ridotto al minimo, con un rapido trasferimento in sala operatoria  o angiografica per il trattamento definitivo della lesione emorragica.
In poche parole si può affermare che  la rianimazione ipovolemica sacrifica la perfusione a vantaggio della coagulazione e del  controllo delle emorragie.
 
FONTE
Tim Harris et al. Early fluid resuscitation in severe trauma BMJ 2012