SIMULAZIONE in AREA CRITICA PEDIATRICA. Breggia, Falorni, Sbrana e coll - Ospedale di Grosseto

L’arrivo di un paziente pediatrico critico in un Pronto Soccorso rappresenta un momento di stress per coloro che vengono coinvolti nella gestione, in particolare in un ospedale di secondo livello, in cui vengono interessate più figure professionali, con diverso grado di specializzazione pediatrica.
 
Proprio da questa presa di coscienza e dall’esigenza di acquisire maggiore self-confidence è nata la richiesta da parte del personale del Pronto Soccorso Pediatrico dell’Azienda Sanitaria di Grosseto di formarsi adeguatamente e continuativamente: nel 2011 è stato quindi sviluppato il progetto di simulazione in area critica pediatrica.
 
La simulazione è un modello della realtà che consente, azzerando il rischio per il paziente, di valutare, prevedere e gestire una serie di scenari, rari nella pratica clinica, che derivano dell’impostazione di determinate variabili da parte di un trainer. Questa metodologia formativa si basa sui principi del CRM (Crisis Resource Management) e consente di presentare e ripetere uno scenario clinico fornendo ai discenti non solo l’opportunità di applicare conoscenze e abilità tecniche di base, ma di apprendere in maniera “pratica” skills non tecniche.
 
Gli obiettivi del progetto sono infatti:
  • conoscere l’ambiente e gli strumenti di lavoro,
  • acquisire abilità pratiche complesse nella gestione del paziente critico (vie centrali, gestione vie aeree difficoltose, accesso intraosseo),
  • mantenere competenze di base ed avanzate (ventilazione, defibrillazione, drenaggio toracico),
  • gestire efficacemente le risorse e saper attivare il Medical Emergency Team,
  • distribuire ruoli e compiti,
  • esercitare il ruolo di leader,
  • migliorare l’efficacia della comunicazione circolare.
 
Le simulazioni in situ vengono organizzate ogni 14 giorni presso la shock room del DEA. Viene coinvolto a rotazione personale infermieristico, medico multispecialistico ed in formazione, proveniente dal Pronto Soccorso Generale, da quello Pediatrico, dalla Rianimazione e dalla Radiologia. Il ruolo di facilitatori è svolto dagli stessi Istruttori. I manichini utilizzati (lattante e pediatrico) sono low-intermediate fidelity (Laerdal).
 
Ogni sessione ha una durata media di circa 3 ore e prevede 3 fasi:
 
1. Rapido briefing teorico durante il quale vengono postulati gli obiettivi della simulazione e le regole di ingaggio.
 
2. Scenario clinico: viene simulata la gestione di uno scenario clinico avendo a disposizione gli stessi spazi e materiali utilizzati nell'attività clinica quotidiana. Il team può eseguire procedure di routine (obiettività toracica, monitoraggio cardio-circolatorio), tecniche invasive (intubazione, drenaggio toracico), chiedere e ricevere consulenza specialistica (radiologica, cardiologica). Durante i vari tempi dello scenario simulato viene compilata una scheda di rilevazione di parametri vitali e di registrazione delle decisioni e delle azioni intraprese sulla base della sequenza ABCDEF, allo scopo di monitorarne l’efficacia. I parametri vitali rilevati ed i dosaggi dei farmaci sono verificati con le Pedicard, schede colorate contenenti misure e dosaggi di presidi e farmaci, in cui ad ogni colore corrisponde peso ed altezza del bambino. Tali ausili mnemonici, seguendo uno dei principi CRM, facilitano l'esecuzione delle procedure, limitando gli errori derivati dalla cattiva comunicazione e dell'ansia. I facilitatori assistono alla scena, effettuano ripresa video, danno risposta di esami chimici o strumentali e forniscono informazioni cliniche (pressione arteriosa, sfigmia, indici di perfusione, stato neurologico, temperatura corporea). In qualsiasi momento si può richiedere time-out per esaminare la situazione.
 
3. Debriefing, dopo aver proiettato il video della simulazione appena eseguita, ogni componente del team è invitato ad esprimere sensazioni e sentimenti positivi e negativi. Successivamente, con l'ausilio della scheda di rilevazione e registrazione, viene eseguito un feedback di decisioni e azioni intraprese, con revisione del protocollo e breve pillola clinica del caso in esame.
 
Nel periodo di attuazione del progetto abbiamo constatato un elevato gradimento da parte di tutti i partecipanti e la percezione di una maggiore self-confidence nella gestione in team del paziente critico. Formarsi è non solo utile ma necessario, soprattutto nel campo dell’Emergenza Pediatrica, e la simulazione rappresenta un ottimo strumento per abbattere le barriere pregiudiziali che spesso dividono i vari specialisti e per imparare a lavorare in team multidisciplinari integrandosi nelle varie competenze. Questa metodologia formativa è efficace e realizzabile anche in centri di secondo livello e con risorse limitate, indispensabile è la volontà di migliorare lavorando insieme per i nostri piccoli pazienti.
 

Mauro Breggia1, Susanna Falorni2, Alessandra Tuccio3, Laura Farmeschi4, Luca Bertacca5, Giovanni Sbrana6.

1. Direttore del Dipartimento di emergenza-urgenza della ASL 9 Grosseto
2. Responsabile del Pronto Soccorso Pediatrico ASL 9 Grosseto
3. Medico del Pronto Soccorso Pediatrico ASL 9 Grosseto
4. Medico in formazione specialistica presso la Scuola di Specializzazione in Pediatria, Università degli Studi di Siena
5. Medico Pediatra del Pronto Soccorso Pediatrico ASL 9 Grosseto
6. Medico Anestesista Rianimatore della U.O. di Anestesia e Rianimazione ASL 9 Grosseto