OCCHIO AD IDENTIFICARE LE FRATTURE PELVICHE CHE SANGUINANO! Contributo di EMdose

 
Nel 90% dei casi l’emorragia ha un’origine venosa. Le fratture pelviche vengono classificate come compressione antero-posteriore (anteroposterior compression,  APC, comunemente libro aperto), compressione laterale (LC), taglio verticale (VS), e meccanismi combinati.
 
Le fratture stabili hanno un interruzione, mentre quelle instabili hanno due interruzioni associate ad un aumento di probabilità di sanguinamento. L’apertura della sinfisi pubica di oltre 1-2 centimetri è la regola nelle fratture instabili. L’associazione con lesioni di qualsiasi organo pelvico è possibile, e l'uretra e la vescica sono quelle più comunemente interessate.
 
Con la compressione anteriore posteriore della pelvi Isi può apprezzare una instabilità (buona specificità, ma bassa sensibilità). La ripetizione dell’esame o i movimenti di oscillazione dovrebbero essere scoraggiati perché questo può aumentare il sanguinamento. Se c'è un’alta probabilità di un bacino instabile o di diastasi della sinfisi pubica ("libro aperto") è necessaria la riduzione immediata, con uno stabilizzatore pelvico o l’applicazione di un bendaggio con lenzuolo. Un’altra opzione è la fissazione esterna. 
 
La stabilizzazione del paziente ha la priorità rispetto all’esecuzione delle radiografie. La fissazione pelvica, infatti, è in grado di ridurre la necessità di trasfusioni, la durata del ricovero e la mortalità, in particolare nelle fratture a libro aperto. Ricordate, però, che l’emorragia arteriosa  non risponde a queste manovre di stabilizzaizone.
 
La sensibilità delle radiografie anteroposteriori per identificare la frattura è inferiore al 80%. Le radiografie devono essere richieste nei pazienti emodinamicamente instabili per una diagnosi rapida e la pianificazione di interventi immediati. La TC, però, è la migliore modalità nei pazienti stabili perché definisce la lesione identifica un sanguinamento in atto. La Classificazione delle fratture pelviche ha una utilità limitata utilità nel predire il rischio di sanguinamento.
 

REFERENCES: 1) Williams-Johnson J, Williams E, Watson H. Management and treatment of pelvic and hip injuries. Emerg Med Clin North Am. 2010 Nov;28(4):841-59; 2) Flint L, Cryer HG. Pelvic fracture: the last 50 years. J Trauma. 2010 Sep;69(3):483-8.