MENINGITE: POCHI STRUMENTI CLINICI PER ESCLUDERLA. Giuseppe Molino, MD – Editorial Board MedEmIt - PS di Ragusa

Introduzione

 
Una delle sfide diagnostiche interessanti nei Dipartimenti di Emergenza è la meningite batterica, emergenza medica che richiede una diagnosi rapida e un adeguato e tempestivo trattamento anche alla luce dell’elevato tasso di mortalità (tra il 20% ed il 30% negli Stati Uniti). Il gold standard diagnostico è la puntura lombare (PL) procedura dolorosa che tra l’altro mette a rischio di complicanze quali il peggioramento della cefalea, l’ematoma spinale e le infezioni. Tale metodica va dunque limitata ad un gruppo ristretto di pazienti qualora il sospetto sia forte.
 
Esistono molti segni e manovre clinici che ci possono aiutare a predire il rischio di meningite; uno di questi è il Jolt Test. Inserito da poco nella pratica clinica, esso consiste nel peggioramento della cefalea quando si fa ruotare rapidamente (2-3 volte al secondo) in maniera passiva la testa del paziente da un lato all’altro per pochi secondi. 
 
Per valutare se questo segno, insieme ad altri segni più noti di irritazione meningea (segno di Kernig, segno di Brudzinski, rigidità nucale), può fornirci delle indicazioni cliniche utili sul sospetto di Meningite, gli Autori dello Studio li hanno correlati alla pleiocitosi del liquor cefalo-rachidiano (LCR).
 

Metodo dello studio

 
In particolare hanno condotto uno studio osservazionale prospettico su 230 pazienti adulti neurologicamente intatti che afferivano in Pronto Soccorso con febbre e cefalea e sospetto di meningite ed hanno valutato la sensibilità e la specificità del Jolt Test e degli altri segni nel predire la presenza o meno di pleiocitosi nel LCR (≥5 cell/HPF). 
 

Risultati 

Dei 230 pazienti inclusi nell’analisi quarantasette (20,4%) hanno avuto pleiocitosi (quindi ≥5 cell/HPF), 15 (6,5%) avevano pleiocitosi moderata (≥100 cell/HPF) e 1 (0,4%) aveva pleiocitosi severa (≥1000 cell/HPF).
In relazione alla pleiocitosi il jolt test aveva una sensibiità del 21% ed una specificità dell’82%. Gli altri segni.  Segno di Kernig: sensibilità del 2%, specificatà del 97%. Segno di Brudzinski: sensibilità del 2%, specificità del 98%; rigidità nucale: sensibilità del 13%, specificità dell’80% per la rigidità. 
 

Discussione

 
Il jolt test (ma anche gli altri segni) hanno mostrato una scarsa sensibilità per la pleiocitosi; inoltre nessuno dei segni ha evidenziato un valore predittivo negativo. Risulta dunque difficile l’impiego dei comuni segni clinici nella valutazione del pazienti con sospetto di Meningite.
In effetti nella nostra pratica clinica ci capita spesso di incontrare pazienti con febbre e cefalea ed in assenza di segni neurologici o di alterazioni dello stato di coscienza nessuno dei segni clinici predetti singolarmente è dotato di alta sensibilità. Per tal motivo in attesa che altri studi diano maggiore dignità alle manovre cliniche non ci resta che continuare ad eseguire la puntura lombare ed iniziare terapia antibiotica empirica in attesa dell’esito degli esami colturali.
 

Giuseppe Molino. Editorial Board MedEmIt - Dirigente Medico. M.C.A.U. Ospedale Civile, Ragusa. Nakao J. Jolt accentuation of headache and other clinical signs: poor predictors of meningitis in an adult population. Am J Emerg Med2014 Jan;32(1):24-8.