IRRIGARE SI, MA IN SICUREZZA!!! Ciro Paolillo, MD - PS di Udine e Silvia Marconati, MD - PS di Camposampiero

 

“The solution to pollution is dilution”

 

Background

L’irrigazione è il “core” del trattamento di una ferita contaminata. È il metodo più efficace per ridurre la conta batterica e, allo stesso tempo, per spazzare via piccoli corpi estranei e detriti. Per la procedura possiamo impiegare indifferentemente  acqua di rubinetto o soluzione fisiologica; l’evidenza dimostra, infatti, che i due liquidi hanno pari efficacia.  Perché la procedura ottenga l’effetto desiderato è essenziale irrigare ad alta pressione. Ma cosa si intende per “alta” pressione? Quali sono i valori che dobbiamo impiegare per raggiungere il nostro obiettivo e come li raggiungiamo?

 

L’unità di misura che tiene conto della pressione di un oggetto su una data superficie è la PSI (Pounds per square inch). A seconda del metodo impiegato, i valori ottenuti sono molto diversi. Se, infatti, versiamo della fisiologica sulla ferita facendola semplicemente cadere dalla bottiglia, otteniamo una PSI di 4, mentre con l’impiego di  una idropulitrice la PSI raggiungibile arriva a valori di1000 PSI.  

 

Nel lontano 1975 si dimostrò che un’irrigazione ben fatta (a 15 PSI) era in grado di rimuovere l’85% della contaminazione batterica, mentre una procedura che impiegasse una bassa pressione (1 PSI) ne eliminava appena il 49%. Da allora in Letteratura sono comparsi numerosi lavori (studi su modelli animali e sugli uomini) che raccomandano di ricorrere ad una PSI di almeno 7-8.  Per ottenere questi valori nella pratica clinica, dobbiamo usare una siringa da 30-60 ml raccordata un ago cannula di 18-19 Gauge, e spingere con la mano dominante sullo stantuffo della siringa con il massimo dello sforzo. In tal modo viene sviluppata una PSI di uscita dalla siringa di circa 30, che si tramuta sulla ferita in una PSI di circa 7-8.

 

Questa manovra senza adeguati accorgimenti può risultare molto pericolosa se consideriamo che il 24% dei nostri pazienti (1 ogni 4!) è affetto  da HBV, HCV, o HIV. Provate, infatti, a coprire di teli bianchi le pareti del vostro ambulatorio e chiedete a un vostro gentile collega di assistervi. Riempite una siringa di soluzione di blu di metilene diluita in acqua, raccordatela ad una cannula da 19G e irrigate ad alta pressione una ferita su una coscia di pollo. Le pareti del vostro ambulatorio saranno ricoperte nel raggio di 2 metri di tante goccioline blu come anche il lindo camice del vostro collega e il suo volto.

 

Per evitare che questo accada la procedura deve essere fatta con le abituali precauzioni universali. L’ideale sarebbe usare dei dispositivi a forma di campana “usa e getta” disegnati appositamente irrigare in sicurezza.

 

 

Quanti di voi, però, li hanno a disposizione nel proprio Dipartimento d’Emergenza? Molto pochi, credo. Ed ecco a voi, quindi, un trucco (banale ma geniale) che vi permetterà di superare facilmente questo inconveniente.

 

TRUCCO del MESTIERE:  Costruisciti da te il dispositivo!

 

  • Prendi la siringa, l’ago cannula e un bicchiere di plastica grande (preferibilmente trasparente per poter tenere d’occhio la ferita che stai  trattando)

 

 

  • Buca il bicchiere con il mandrino dell’ago cannula

 

 

  • Raccorda la siringa (riempita di soluzione fisiologica o acqua di rubinetto) al “dispositivo” che ti sei costruito

 

 

  • Irriga la ferita del tuo paziente usando la mano dominante e spingendo sullo stantuffo della siringa con il massimo sforzo.

 

 

 

Et voilà! Il gioco è bello e fatto! E c’è di più: abbiamo raggiunto in tal modo un ottimo connubio tra efficacia, sicurezza, e … costi.  
 

Ciro Paolillo (http://www.alifeatrisk.com), Dirigente medico SOC Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso - Azienda Ospedaliero.Universitaria S. Maria della Misericordia - Udine. Silvia Marconati, Dirigente medco, Pronto Soccorso di Camposampiero. 1) Pigman ED et al: Splatter during jet irrigation cleansing of a wound model: a comparison of three inexpensive devices. Ann Emerg Med Ott 1993 22:10; 2) Kelen GD et al: hepatitis B and hepatitis C in emergency department patients. New Engl vol 326 n 21 may 1992; 3) DeBoard RH et al: Principles of basic wound evaluation and management in the emergency department. Emerg Med Clinics N Am Vol 25 Feb 2007

 
 
 
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