HAIR TOURNIQUET SYNDROME (o Sindrome del laccio da peli). Collaborazione ALiEM - MedEmIt

Un bambino di 3 mesi viene portato in Pronto Soccorso con edema ed eritema distale che interessa una delle dita del piede. La visita dimostra la presenza di un un “Hair Tourniquet” (“Laccio di peli”). Come solitamente si fa, si potrebbe provare con delle pinze, ma spesso questa manovra permette di rimuovere solo parte del tourniquet. La parte distale del dito rimane edematosa e rossa, ed è presente un ritardo del riempimento capillare.
 
 
FIGURA 1: Wikimedia Commons by Dr. James Heilman
 
Come vedete, la presenza dell’edema e la natura sottile dei capelli rendono difficile anche visualizzare il laccio che si è formato (specialmente se i capelli hanno lo stesso colore della cute del paziente). In una review del 2006 su questa sindrome, pubblicata sulla rivista Annals of Plastic Surgery, veniva raccomandata l’incisione perpendicolare al bordo laterale dell’anello per assicurare la rimozione del tourniquet. Decisamente una procedura che ci sembra un pochino aggressiva ….
 
 

Trucco del Mestiere: Taglia il Laccio di peli usando un “ago tagliente convenzionale

 
Seguendo questo link potrete vedere in internet un video che mostra visivamente  l’applicazione del metodo su un modello costruito con un pezzo di pollo
 
 
 

Punti Chiave

 
  • Esistono diversi tipi di aghi da sutura di cui disponiamo. Il “cutting needle” ha il brodo tagliente sulla parte concava (ovvero lungo la curvatura interna), mentre nel tipo “reverse cutting” la parte che taglia è sulla curvatura esterna (ovvero lungo il bordo convesso).
  • Abbiate timore del Hair Tourniquet: la risoluzione completa è più difficile di quanto sembra
  • Prova con un ago tagliente: se riesci a incidere i capelli e aprire il laccio, eviterai di dover usare incisioni più ampie.
 
 
 
 
 
Nel caso clinico presentato all’inizio, è stato usato un ago tagliente. Una volta tagliati, i capelli sono emersi dal dito edematoso, ed è stato possibile rimuoverli con una pinza. Il dito ha subito ripreso la normale circolazione. La depressione sulla cute creata dal laccio, però, è migliorata ma non risolta completamente. Date indicazioni ai genitori per la pulizia della superficie plantare con acqua e sapone e prescritta una profilassi antibiotica per tre giorni, il bimbo è stato dimesso con un appuntamento per il follow up.
 
La revisione della letteratura suggerisce, nei casi in cui non si riesca a rimuovere l’’Hair tourniquet con le pinze, l’incisione del laccio di peli con il bisturi (facendo una incisione laterale del dito) o l’applicazione di crema depilatoria.
 
La rimozione del laccio di peli è essenziale, e nei casi in cui non si riesce è necessario alle volte ricorrere a una gestione chirurgica che può essa stessa portare altre complicazioni, compresa la perdita di sostanza, le deformità in flessione e l’amputazione. La procedura di rimozione può essere molto difficile quando i capelli tagliano lungo lo spessore della cute edematosa e si posizionano all’interno dei tessuti sottocutanei divenendo virtualmente “invisibili”. Non è un evento raro che anche dopo la rimozione rimanga una fibrosi.
 
Se ci sembra di aver rimosso il laccio di peli, è importante un follow up a breve termine per assicurarsi che non sia presente ancora un laccio di peli non visualizzato: in passato sono stati descritti casi di erosione ossea dovuti a questo.
 

Reference

1.    Mat Saad AZ, Purcell EM, McCann JJ. Hair-thread tourniquet syndrome in an infant with bony erosion: a case report, literature review, and meta-analysis. Ann Plast Surg. 2006 Oct;57(4):447-52. .
 
 

Titolo originale del articolo di riferimento: 1) “Trick of the Trade. Hair Tourniquet Release” by Sarah Morris (University of Virginia Emergency Medicine resident), Dr. Robert O’Connor  e Dr. Wiulliam Woods (University of Virginia faculty)  (http://www.aliem.com/trick-of-the-trade-hair-tourniquet-release/)

 
 
Questo articolo è pubblicato grazie a una collaborazione tra i siti web Academic Life in Emergency Medicine (ALiEM) e Medicina d’Emergenza Italia (MedEmIt). Gemma C Morabito (Ospedale sant’Andrea di Roma), Salim Rezaie (Assistant Program Director, Emergency Medicine Clinical Assistant Professor, University of Texas Health Science Center San Antonio) e Michelle Lin (Associate Professor of Emergency Medicine, University of California San Francisco).