E' TEMPO DI FARE SQUADRA! Gemma C Morabito, MD - Editor in-chief MedEmIt

Per chi non segue il nostro profilo Facebook vi racconto l’antefatto. Recentemente è stato messo sulla pagina di MedEmIt un link che rimandava a un articolo volto a ricordare l’esistenza del Segno Delta alla TC encefalo.  Come è nostra abitudine, alle volte romanziamo i casi clinici perché riteniamo che questo aiuti la memorizzazione del topic e stimoli l’interesse alla lettura. Abbiamo avuto diverse reazioni, ma soprattutto il “sollevamento” dei radiologi che si sono sentiti offesi per aver letto che un loro collega, nel racconto, non avesse riconosciuto il segno radiologico. La situazione mi ha fatto riflettere e mi sono posta una domanda che mi piacerebbe rivolgere a tutti voi: E’ possibile che specialisti di altre discipline sappiano cose diverse o ignorino segni e sintomi che noi apprendiamo dalla lettura della nostra letteratura? Il punto è questo. 
 
Io credo che sia importante confrontarci. E farlo nei modi corretti, da persone che riflettono al di là e al di sopra delle singole appartenenze Ma soprattutto …  non neghiamo l'evidenza. Esistono diversi ambiti del nostro vasto e vario panorama Italiano. La preparazione del medico d'urgenza è sempre adeguata? E' sempre corretta? Siamo realistici .. assolutamente no. Siamo lontani dal raggiungere la media adeguata per non ricevere le cure "ottimali" in alcuni posti e con alcuni colleghi. E' un fatto. E non credo sia utile negarlo. Ora, la preparazione e l'aggiornamento del radiologo che lavora in Pronto Soccorso è sempre adeguata? Io posso dirvi la mia e l'esperienza di tanti altri colleghi che lavorano in tutta Italia. Non sempre. Soprattutto, non sempre c'è collaborazione. Ma questo vale anche per altri specialisti. Negarlo non serve a mio avviso. Ed è controproducente. Uno può discutere la forma, ma non stiamo facendo una guerra tra opposte fazioni, visto che dovremmo essere tutti dallo stesso lato della barricata: il paziente.
 
MI pongo delle domande. Quanti radiologi in Italia (in tutta Italia!) sono in grado di fare l'ecografia toracica? Quanti hanno avuto tempo e modo di acquisire esperienza in questa tecnica? E' possibile che qualcuno di questi specialisti non conosca specificità e sensibilità di ciascun esame che esegue? Che non conosca la differenza, in determinati setting clinici, della necessità del Rule - Out oltre che della diagnosi di determinate condizioni? E che per questo, renda difficile la vita a qualche medico che richiede "inappropriatamente" un esame? In America si sta sviluppando una nuova disciplina e specializzazione, che vede la fusione della medicina d'urgenza e le discipline di imaging. Perchè? Ci sarà un motivo? Non è che c'è una necessità di far confluire core content di discipline diverse in figure professionali uniche che le sappiano usare nei modi corretti? E per andare in un altro campo, quanti ortopedici conoscono CDR come le Ottawa Ankle rules o quanti i Criteri di Nexus per evitare esami radiologici inutili? Quanti cardiologi continuano a chiedere il controllo della terza troponina nel dolore toracico nonostante siamo entrati nell'Era delle troponine ultrasensibili? Perchè?
 
Perchè purtroppo in questo vasto nuovo panorama che è l'iperspecializzazione, ci sono campi di ricerca che procedono paralleli, come i binari di un treno, e mai si incontrano. Ma ogni campo di ricerca e i suoi risultati dipendono dal setting e dal campione studiato, e non possiamo non tenerne conto. In particolare, lo studio di sensibilità e specificità degli esami radiologici, l'applicabilità in un determinato contesto che tenga conto della gestione di quel caso clinico, e molto altro, possono essere solo il risultato di collaborazioni e confronti che non derivano certo dall'arroccarsi su una postazione e difendere il proprio orticello. Molti lo hanno capito o lo stanno capendo. Sono molte le società scientifiche, ad esempio, che stilano le nuove linee guida invitando al tavolo di discussione rappresentanti di altre società scientifiche coinvolte nella gestione dei pazienti. E' ilcaso, per fare un esempio, delle recenti nuove Linee guida per le sindromi coronariche acute dell'AHA e ACC, ad esempio, dove hano contribuito medici d'urgenza, medici di famiglia, e molti altri. 
 
Ognuno di noi ha molto da dare e da dire. E ognuno di noi, ogni specialista di una determinata disciplina, è importante per l'altro. Dobbiamo fare squadra. E' tempo veramente di farlo.