DICONO di NOI

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Molte persone usano MedEmIt abitualmente per la loro pratica e aggiornamento, e ogni tanto ci scrivono per ringraziarci. Pubblichiamo qui alcuni dei commenti che ci sono arrivati via email. Grazie a tutti! In fondo la nostra gratificazione più grande e più vera (e ciò che ci spinge a continuare nel nostro impegno) è sapere che il nostro lavoro è utile a qualcuno e che voi ci sostenete. Continuate a scriverci e confermarci (o correggerci) nella strada che stiamo percorrendo.
 
 

Commenti

Complimenti Gemma

Ciao colgo l'occasione per farti miei complimenti per il sito che hai messo su. veramente utile e interessante! io l'ho scoperto perché avendo da poco ottenuto incarico di guardia medica turistica necessitavo di suggerimenti.

Daniele, Medico

Newsletter

Sono un laureando in medicina e chirurgia, presso l’università di Sassari. Trovo il vostro sito molto interessante ed utile e mi piacerebbe unirmi a voi,anche perché sono orientato verso la vostra specializzazione o, in alternativa, anestesia e rianimazione.

Cordiali saluti

Alessandro

Marina, Medico

Ai bravissimi Colleghi di MedEmIt Vi faccio i miei complimenti per il sito sempre ricco di informazioni utilissime, aggiornate, evidence-based e soprattutto scritte in quel linguaggio e formato di facile fruizione per chi ha poco tempo…se lavorassi ancora al PS terrei perennemente aperta la pagina sul PC. Ora vi leggo per vedere se mi ricordo ancora qualcosa nel caso tornassi prima o poi in trincea!

Buon lavoro

Saverio, Caserta

Ciao Gemma, io mi sono laureato e sono interno nel reparto di Cardiologia. Ti ringrazio per il lavoro fantastico che fai e che fate voi del sito

Continuate così!

Colgo l'occasione per farle i miei più vivi complementi per la qualità di informazione medica presente sul suo sito e mi congratulo anche per l'entusiasmo che traspare dai suoi articoli e dalle sue idee. Continuate così

Federico

Articolo dieta e cancro

Cara Gemma , ho letto l'articolo su dieta e cancro e vorrei complimentarmi con te poichè ho visto una collega che va oltre liquidi amine e acido.base

Patrizio Schinco

Gemma

Ti riferisci all'articolo della newsletter di Decidere in Medicina, credo. Giusto? Ti ringrazio dei complimenti. L'articolo era decisamente curioso e io vado sempre a caccia di cose che ci facciano riflettere.

Articolo sul ruolo dell'ecografia nell'ureterolitiasi


Ciao a tutti. Volevo fare alcune precisazioni sulla "recensione" dell'articolo <Bedside renal ultrasound in the evaluation of suspected ureterolithiasis> (IMAGING e FLANK PAIN: EUROPEANS (probably) DO IT BETTER).

1) l'articolo non si esprime a favore dell'ecografia: anzi, afferma che l'ecografia non raggiunge un livello sufficiente di accuratezza nella diagnosi di ureterolitiasi: questo perché non vede (bene) calcoli inferiori a 5mm. Inoltre i medici americani non si fidano di vedere "solo" l'idronefrosi ma vogliono vedere "per forza" il calcolo....

2) Lo studio vuole dimostrare, in prima battuta, se l'ecografia modifica la mia probabilità di fare diagnosi di ureterolitiasi in confronto con la clinica (cambio della probabilità stimata di malattia superiore ala 20%): qui i valori sono disarmanti (per l'ecografia) perché l'impressione clinica veniva modificata dall'ecografia solo in un terzo dei casi (contro la metà della TAC)

3) Questo limite del 20% è il punto critico dell'articolo: è chiaro che se ho un paziente con dolore al fianco con irradiazione verso l'inguine, (micro)ematuria, Giordano positivo,, nausea e vomito e tutto quello che troviamo sui libri, la probabilità che sia una colica renale con calcolo in uretere è altissima e quindi l'ecografia è solo una conferma della diagnosi e non sposta la probabilità di diagnosi.

4) Secondo me l'articolo dice altro: perché gli americani si limitano ancora a fare FAST, aorta e gravide (come riportato all'inizio dell'articolo)? perché dallo studio sono state escluse le gravide (qui l'ecografia fa sicuramente la differenza)? Perché c'è bisogno di questa accuratezza incredibile (raggiungibile con la TAC) in una patologia che nella stragrande maggioranza dei casi porta il paziente alla dimissione dopo poco tempo (l'articolo fa riferimento a questo punto)? E vi sembra poco fare diagnosi di idronefrosi ed escludere un'appendicite?

Grazie per il lavoro che fate.
Gaetano Dallavalle PS Lavagna

Complimenti

Complimenti per il sito.

Nicola, Infermiere PS di Melfi

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Luca, Infermiere 118 di Roma