ASSOCIAZIONE TRA PARACETAMOLO, ASMA e ALTRI GUAI in PEDIATRIA. Valeria Tromba, MD - Pediatria d'urgenza di Roma

In età pediatrica il paracetamolo ("acetaminofene" negli Stati Uniti) è il farmaco più utilizzato al mondo nel contesto ambulatoriale e ospedaliero, sia come antipiretico che come antidolorifico. Uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi decenni dal mondo scientifico è il  suo possibile ruolo nella patogenesi dell’asma. La prima revisione sistematica sull’argomento risale al 2005 e conclude sostenendo l’associazione tra assunzione di paracetamolo e nuove diagnosi di asma. 
 
 

Meccanismo fisiopatologico

 
I meccanismi ipotizzati attraverso i quali il paracetamolo potrebbe esercitare un effetto lesivo sulla mucosa bronchiale sono diversi; il più studiato è quello che riguarda la riduzione del Glutatione a livello dell’albero respiratorio. Questa molecola è in grado di contrastare gli effetti lesivi dei radicali superossidi, ossia quei radicali dello stress ossidativo che aumentano la sintesi dei mediatori dell’infiammazione, riducono i beta2 recettori, stimolano la contrazione della muscolatura liscia e (dunque) favoriscono l’asma. Ebbene, il Glutatione contrasta questi fenomeni mentre il paracetamolo, attraverso la riduzione del glutatione stesso, sarebbe in grado di amplificarli.
 
 

Controversie

 
Naturalmente ci sono dei "ma". Si può obiettare, ad esempio, che i bambini che assumono dosi maggiori e/o più precocemente paracetamolo sono quelli che si ammalano di più e, quindi, comunque a maggior rischio di asma futura (in contrasto con la cosiddetta “ipotesi igienica”). E ancora, che i bambini atopici abbiano una maggiore suscettibilità a contrarre infezioni delle alte vie respiratorie rispetto ai non atopici. Anche l’esposizione al paracetamolo in gravidanza (utilizzato dalle donne allergiche sulla base della erronea convinzione di assenza di effetti collaterali) è stata correlata a un aumentato rischio di sviluppare asma nel bambino, ma anche in questo caso l’effetto del farmaco è probabilmente minimo. Nel 2010 è stato pubblicato sul BMJ uno studio australiano, uno dei pochi studi prospettici,  che non ha evidenziato alcun ruolo del paracetamolo nella patogenesi dell’asma  e conclude sostenendo che questo farmaco non rappresenta affatto un fattore di rischio in tal senso e che negli asmatici le infezioni respiratorie ad insorgenza precoce sono più frequenti e sono queste, e non un effetto diretto del paracetamolo, a favorire lo sviluppo di asma nelle età successive. Tuttavia, a fronte di questo ed altri studi che giungono agli stessi risultati, ve ne sono altri, per lo più retrospettivi, che sostengono il contrario, ed è quindi necessario attendere ulteriori lavori prospettici controllati e randomizzati.
 
 

Riflessioni

 
Sia come sia, nel frattempo è bene ricordare che il paracetamolo, come del resto qualsiasi altro farmaco, non è scevro da effetti collaterali, ma che anzi il suo sovradosaggio è la causa principale di insufficienza epatica nel bambino. Ciò è quanto emerge da uno studio australiano pubblicato su Arch Dis Child nel 2015, condotto su 54 bambini con insufficienza epatica ricoverati in due ospedali pediatrici tra il 2002 e il 2012; a 14 di questi bambini era stato somministrato un dosaggio eccessivo di paracetamolo e 12 di essi avevano meno di 5 anni. Sono stati descritti in letteratura anche casi isolati di tossicità epatica provocata da dosi terapeutiche di paracetamolo, ma quasi sempre la tossicità è correlata  a errori di dosaggio (sovradosaggio, intervalli di somministrazione del farmaco troppo brevi, co-somministrazione di altri medicamenti contenenti paracetamolo).
 
In conclusione, i dati a disposizione fino a questo momento non sembrerebbero confermare il ruolo causale del paracetamolo nella patogenesi dell’asma, e anche la tossicità epatica ad esso attribuita sembra per lo più correlarsi ad errori posologici. Il paracetamolo rimane dunque il farmaco di scelta nel trattamento della febbre e del dolore in età pediatrica. 
 

Valeria Tromba, Referente Sezione Pediatria MedEmIt, Dirigente medico UOC Pediatria d'Urgenza e Terapia intesiva pediatrica. Policlinico Umberto I, Roma

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